FIBROSI MUSCOLARI

La Fibrosi Muscolari è uno stato patologico del muscolo. Questa si manifesta dopo un trauma più o meno intenso o se in presenza di gravi patologie come la Distrofia o Atrofia muscolare.

La fibrosi può essere reperibile al tatto come una zona più rigida, meno elastica, ma solo nella zona dove si ha avuto una lesione, altrimenti si percepiscono piccole contratture o tensioni dovute al costante stress e sforzo a cui sottoponiamo i nostri muscoli.

Le lesioni muscolari più gravi (strappi di grado elevato) evolvono sicuramente in Fibrosi perchè il fisico non è in grado di rigenerarle, ma le lesioni di grado inferiore (stiramenti, affaticamenti), se ben curate, hanno la possibilità di tornare alla normalità con la formazione di nuove miofibrille muscolari.

La risposta ad un infortunio muscolare prevede tre fasi principali:

  • degenerazione (1-3 gg)
  • rigenerazione (3-4 settimane)
  • rimodellamento (3-6 mesi).

La Degenerazione consiste nella necrosi delle fibre muscolari lesionate.

In questa fase, l'introduzione di proteine plasmatiche (come la fibrina reticolare ed i fibroblasti) inducono la deposizione di collagene per la formazione di un'iniziale ECM (extracellular matrix of skeletal muscle).

Questa Matrice Extracellulare è costituita da due elementi:

  • la lamina basale formata da ( IV collagen, laminin, and heparan sulfate proteoglycans )
  • la matrice interstiziale formata da ( collagen I, III, and V, fibronectin and perlecan )

Questa matrice è transitoria e fa da tramite all'immissione delle cellule infiammatorie (neutrofili e macrofagi) ed ha il ruolo di supporto meccanico e direzionale per il rigenerarsi di nervi, vasi e miofibrille muscolari.

La fase Rigenerativa è caratterizzata dalla proliferazione di cellule satellite essenziali alla formazione di cellule miogene dette "Mioblasti". I mioblasti presentano dei fattori di trascrizione miogenici che consentono la rigenerazione delle miofibrille muscolari fino ad entrare nella fase di rimodellamento del muscolo.

Il Rimodellamento prevede la maturazione delle nuove miofibrille fino a renderle elementi contrattili. Questa fase si considera terminata con la riorganizzazione dell'ECM che consente una adeguata rivascolarizzazione e reinnervazione dell'area lesionata.

Questo è il processo fisiologico di riorganizzazione del muscolo dopo una lesione, ma allora come e quando si forma la Fibrosi??

Come è stato prima descritto, la deposizione della matrice extracellulare (ECM) è attivato da proteine plasmatiche come i fibroblasti ed i miofibroblasti. Tra le proteine che vengono prodotte dai miofibroblasti e che costituiscono l'ECM ci sono: fibronectin, tenascin-C, collagen type I e type III. Una corretta produzione dei collageni determina un aumento della resistenza alle trazione del tessuto cicatriziale che sarà in grado di guarire del tutto come nel caso di lesioni acute. In questi casi i miofibroblasti scompaiono per apoptosi dopo la chiusura della ferita.

Nel caso di lesioni croniche distrofie, atrofie,ecc.) c'è un persistere dell'infiammazione. I miofibroblasti non muoiono e continuano a produrre le proteine costituenti l'ECM, la zona di lesione sarà ancora occupata da cellule immunitarie (neutrofili e macrofagi) e si crea una struttura cicatriziale patologica (Fibrosi). Questa non consentirà lo svilupparsi delle nuove miofibrille ed il muscolo rimarrà meno elastico con un alto rischio di andare incontro ad altre lesioni.

TRATTAMENTO

Una volta che la Fibrosi si è instaurata, il muscolo perderà la sua normale elasticità e questo lo renderà più soggetto a dolori e rischi di nuove rotture. per evitare di incorrere in nuove complicazioni si possono svolgere delle terapie che puntano a rendere la fibrosi o cicatrice più elastica, ma non possono eliminarla.

Tra le terapie evidenziamo:

  • fibrolisi: è una tecnica che punta a rompere la fibrosi con l'uso delle mani, di attrezzi metallici o di legno. Dopo la rottura della stessa, si possono sviluppare ematomi perchè si va a creare una nuova lesione. Per questo dopo la fibrolisi è essenziale accompagnare il paziente verso la piena guarigione con l'applicazione di ghiaccio, tecar, laser e terapie che consentono di rigenerare la vecchia cicatrice in una più elastica ed allungata. Questo consentirà di andare meno incontro a nuovi infortuni.
  • onde d'urto: queste puntano, come nel caso della fibrolisi, ad elasticizzare la cicatrice senza però creare una rottura della stessa. E' una terapia piuttosto dolente ma con una buona percentuale di efficacia. Anche questa può essere associata a terapie antinfiammatorie come laser ed ultrasuoni.

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